Dal 7 marzo 2017 la mia vita è cambiata. Una telefonata mi ha informata che nel mio corpo si era formato un LINFOMA NON HODGKIN CENTROFOLLICOLARE B. La mia prima sensazione è stata quella di essere stata investita da un treno. Istintivamente mi sono seduta. Da questo momento si è aperta una parentesi in cui ho messo la mia vita in pausa. Tutto si è fermato e ho iniziato a combattere una battaglia con tutte le mie forze. Come prima cosa mi sono messa alla ricerca di questo ospite indesiderato perché per combattere un nemico bisogna conoscerlo bene e a fondo. Ho scoperto che ci sono moltissime forme di linfomi e che l’andamento della malattia dipende da diverse variabili. Ho subito parlato con l’ematologo e ho fatto la PET. La risposta è stata un’altra mazzata: c’erano captazioni in tutto il corpo e non era indolente di 1/2 grado, come inizialmente era sembrato, ma di IV grado. Di lì a poco sono finita in P.S. perché avevo difficoltà respiratorie e dopo i controlli fatti sono stata ricoverata per: versamento pericardico, versamento pleurico, insufficienza renale acuta, coliche biliari, colicistite , dispea e bilirubina tot. a 20,2 e bilirubina indiretta a 13. Ho trascorso 31 giorni nel reparto di ematologia. Il mio fegato era in tilt e non si riusciva a capire perché. Ho fatto una biopsia epatica, il timore era che ci fosse una infezione estranea al linfoma. Se così fosse stato la chemio me lo avrebbe danneggiato. Continuavo a peggiorare, l’ittero ormai era di tutte le sfumature del giallo fino al senape. Il linfoma mi stava consumando, pesavo Kg 47. La mia pelle era coperta da macchie pruriginose che mi davano il tormento. Dovevo fare la chemio ma dovevamo scoprire prima cosa aveva il mio fegato. Dopo tanto e al limite delle mie forze abbiamo scoperto che il linfoma si era insediato nel fegato, in un punto anomalo, quindi finalmente il 27 aprile ho fatto la mia prima chemio: RITUXIMAB. Ricordo che avevo paura, pensavo di avere dolore, di vomitare ma Paola, un’infermiera ,è stata bravissima mi ha tranquillizzata e mi è stata vicina ed è andato tutto bene. Da qui in poi le cose coso andate meglio e in maniera meno concitata. Questo è stato il mio inizio, terrificante, di questa avventura pazzesca. Questa malattia mi ha insegnato tante cose. A conoscere meglio le persone, ci sono quelle che sono sparite e altre che si sono avvicinate e mi hanno sostenuta, aiutata a tirarmi su, a distrarmi e a farmi sorridere. Mi ha fatto conoscere l’uomo e la splendida persona che ha dimostrato di essere mio figlio. Mi ha dato tanta forza e speranza. E’ riuscito a trasmettermi serenità ogni giorno che veniva a trovarmi in ospedale. Nonostante fosse molto preoccupato, quando era con me scherzava e mi faceva sorridere. Sono stata sempre io a farmi in quattro per lui e ora è lui che si prende cura di me. Questa malattia ha ulteriormente rinsaldato il mio rapporto con il mio compagno. Lui è meraviglioso, sempre al mio fianco. Pronto ad accompagnarmi e a condividere tutto con me. Quante volte mi ha preparato da mangiare e mi ha servito i pasti al letto. Quante volte mi ha fatto sentire bella nonostante avessi perso i capelli . Mi dispiace di aver creato tanto dolore in lui e in mio figlio . Il pensiero che avrei potuto perderli mi strappava l’anima , ma è proprio questo pensiero che mi ha dato la forza di combattere con le unghie e con i denti. Ogni dolore , ogni effetto collaterale della chemio, ogni difficoltà, ogni pensiero triste l’ho superato pensando a loro, pensando che non li volevo lasciare soli. E poi le amicizie…quanto fa un abbraccio, un sorriso, la dimostrazione di affetto , un sms… Tutta questa stima mi sorprende e mi incoraggia allo stesso tempo. Mi sorprende perché penso che non sto facendo niente di straordinario. Quando ci si trova in questo vortice non pensi a nulla se non a salvarti. E’ come se stai annegando e istintivamente nuoti per tenerti a galla. Ma quando tante persone ti dicono che sei forte e ti ammirano per come stai gestendo questa situazione cominci a crederci e a sentirti forte. A sentirti come una guerriera che va incontro al nemico per affrontarlo e sconfiggerlo.
Ho raccontato questa mia storia per quelli che come me appena hanno scoperto di avere un linfoma si sono messi a leggere le esperienze degli altri per avere una idea di quello che li aspettava. Mi sono dilungata nella descrizione dell’esordio della mia malattia proprio perché nonostante sia stata complicata oggi il mio linfoma è regredito e sono in attesa di trapianto….e di chiudere definitivamente quella parentesi che ho aperto circa un anno e mezzo fa….e riprendere la mia vita. Buona vita a tutti S.P.

Linfoma

4 pensieri su “Linfoma

  • luglio 7, 2018 alle 6:10 am
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    Quello che ti è successo non è per cuori deboli. Già una notizia come una diagnosi di Linfoma è qualche cosa di molto difficile da gestire ma quando stai veramente male come è capitato a te ci vogliono veramente gli attributi per tener salde le redini. Complimenti.

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    • luglio 11, 2018 alle 7:59 pm
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      Grazie, ma se sono arrivata fino al trapianto devo ringraziare sopratutto i medici dell’ematologia e del day hospital insieme a tutto il personale ospedaliero che è eccezionale….Comunque , mai perdere il sorriso..

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  • luglio 16, 2018 alle 7:17 am
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    Tu sei nata grande guerriera , in un corpo piccolo ma pieno di forza da che ti conosco.
    Sei una roccia , la mia roccia!
    Quello che fai per dare coraggio a chi come te sta combattendo questo mostro che si manifesta in mille modi é ammirevole, sempre pronta ad aiutare chi e in difficoltà.
    Sei semplicemente una splendida persona e io non posso essere che orgogliosa di averti come sorella. T.P.

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  • luglio 17, 2018 alle 5:24 pm
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    Grazie sorellina per il tuo commento , ma sopratutto per il tuo sostegno che mi hai dato e che continui a darmi con infinito amore. Grazie per essermi sempre vicina e per il tuo interesse per i miei piccoli e grandi problemi che fanno da corollario a questo maledetto intruso. Io sorrido e non mollo mai perchè il sorriso è un arma potentissima e come disse Charlie Chaplin ” Un giorno senza sorriso è un giorno perso”. S.P.

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